
Un giovane tiktoker emergente che aveva un discreto seguito sul social dei contenuti fugaci per eccellenza, Tiktok e apparentemente anche molto seguito è stato trovato senza vita nel suo appartamento a Sesto San Giovanni, morto suicida.
Le indagini sono in corso ed è stato aperto un fascicolo dai carabinieri all’attenzione della Procura di Monza, si sta vagliando l’ipotesi di un coinvolgimento di terze persone, o istigazione al suicidio, ma al momento non sussistono prove a questo proposito, solamente dei post di insulti sul profilo di Davide Garufi.
Il suo profilo si trovava in rete dal 2020, anno in cui aveva iniziato a documentare la sua vita personale e in particolare, si sarebbe aperto sulla sua nuova identità di genere transgender con il nome di Alexandra, quello fu il momento in cui sono cominciati i commenti a sfondo transfobico.
La notizia ha suscitato molto scalpore nel quartiere di residenza, adirando anche il partito di Sinistra che si è pronunciata con queste parole : “dolore e rabbia per la morte di Alex/Davide Garufi , vittima di bullismo transfobico” sostenendo che la sua sia una morte “frutto della cultura tradizionale che trova sostegno nei movimenti anti-scelta e nella destra intollerante”.
“Non considero la morte di Alex (Davide) un suicidio – queste le dichiarazioni di Daniele Durante, delegato ai Diritti della segreteria di Sinistra Italiana Milano -, ma un omicidio che ha degli responsabili: la nostra società ‘tradizionale’ ed egoista, che non comprende l’impatto devastante del bullismo online su chi è già in un percorso complesso di autodeterminazione, e la cultura che esprimono i movimenti anti-scelta come Pro Vita e Family Day e la destra intollerante che nega l’esistenza di queste persone, umiliandole fino a costringerle a trovare la morte”.
L’ennesimo caso di un giovanissimo che si toglie la vita perché non sopporta più il peso della società, la crudeltà del cyberbullismo.