
TERREMOTO IN MYANMAR CONTINUA A SALIRE IL BILANCIO DELLE VITTIME, OLTRE 2028 MORTI
Una condizione disastrosa quella che sta colpendo Myanmar e Thailandia mettendole in ginocchio, l'OMS lancia un appello per ottenere 8 milioni di dollari in aiuti umanitari
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal purtroppo il bilancio delle vittime e dei feriti è in continuo aumento: parliamo di un ammontare di 2028 morti allo stato attuale e 3408 feriti, il tutto arriva da informazioni della giunta militare birmana.
Secondo le stime degli studi dell’ Us Geological Survey il terremoto di magnitudo 7.7 avrebbe causato un’enorme perdita economica che risulterebbe superiore al PIL attuale, una catastrofe per l’economia del paese.
Tra le vittime si contano almeno 700 di religione musulmana e sono state distrutte circa 60 moschee che erano tutte ubicate vicino all’epicentro del terremoto, nella città di Mandalay, la seconda città più grande del Paese. Tutti gli edifici colpiti nei dintorni sarebbero stati dei vecchi palazzi di antiche costruzioni e quindi più fragili alla distruzione.
L’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato un appello sollecitando l’urgenza di aiuti umanitari: “massimo livello di attivazione di emergenza” e che bisogna attivarsi con le donazioni in modo tale da “fornire cure traumatologiche salvavita, prevenire epidemie e ripristinare i servizi sanitari essenziali nei prossimi 30 giorni”.
Anche in Thailandia prosegue il bilancio delle vittime a seguito del crollo di un grattacielo ancora in costruzione a Bangkok, nei pressi nel mercato di Chatuchak che ad oggi sarebbero 18 totali. Entro una settimana deve essere stabilita la ragione del crollo.
L’Unicef ha rinnovato inoltre la situazione grave della condizione dei milioni di bambini e famiglie a rischio a seguito dell’impatto brutale del terremoto: “Questo terremoto è un altro brutale colpo per i bambini del Myanmar, molti dei quali stavano già vivendo affrontando conflitti, sfollamenti e privazioni”, queste le parole della Direttrice generale dell’UNICEF Catherine Russell. che prosegue – “In pochi minuti, hanno perso i loro cari, le loro case e l’accesso ai servizi essenziali. I bisogni sono enormi e aumentano di ora in ora”.