
Jewels for Freedom, a Roma la mostra itinerante di gioiello contemporaneo che unisce arte, design e impegno sociale
La manifestazione nella giornata dedicata alla donna
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, prende il via “Jewels for Freedom”, una mostra itinerante di gioiello contemporaneo che unisce arte, design e impegno sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne e di genere. L’evento è ideato e curato da Monica Cecchini per Incinque Jewels e Roma Jewelry Week, con la collaborazione dell’artista Elina Chauvet. “Jewels for Freedom” vedrà la partecipazione di designer, artisti, studenti e maestri orafi, uniti per dare voce a un messaggio di libertà e rispetto. L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 8 marzo, a partire dalle ore 17:30, presso la Galleria Incinque Open Art Monti in via della Madonna dei Monti 69, Roma.
Jewels for Freedom celebrare l’arte, il design e l’impegno sociale, in un momento di riflessione e condivisione
Elina Chauvet, nota a livello internazionale per le sue installazioni artistiche contro la violenza di genere, ha ideato un disegno di gioiello simbolo della lotta alla violenza sulle donne. Questo progetto sarà interpretato e definito dai designer di Incinque Jewels, in particolare da Paolo Mangano, e realizzato grazie alla collaborazione con Alessia Crivelli.
Il suo progetto di gioiello è un anello, simbolo di armonia, equilibrio e unità. Un mandala con sopra posizionate un paio di scarpe rosse, che rimandano all’assenza delle vittime di violenza e al loro ricordo. Le scarpe rosse sono diventate un’icona globale della lotta contro il femminicidio e la violenza di genere. La creazione include anche le perle, simbolo di purezza e resilienza. L’unione del mandala e delle perle rappresenta un processo di purificazione energetica, trasformando la violenza in un’energia positiva di cambiamento e consapevolezza. L’anello, quindi, non è solo un oggetto estetico, ma un potente strumento di sensibilizzazione e di empowerment, che invita a riflettere e agire contro la violenza sulle donne.
Ogni Resident di Incinque Jewels realizzerà un gioiello dedicato al tema, creando una collezione unica e significativa
Myriam Bottazzi, con il ciondolo “La Reliquia”, chiude, in un velo nero di organza, una rosa rossa, un pegno d’amore tradito, un lembo intriso di sangue di martire, una traccia di DNA, un segno di violenza, un lutto. Simone Vera Bath, ha ideato la collana “Lacrime Invisibili”: un ‘collare stretto’ metaforicamente invisibile, che molte donne portano in una relazione amorosa o meglio ‘non amorosa’, in un rapporto psicologicamente violento. Le perle rappresentano le lacrime che vengono tenute nascoste e il rubino rappresenta il sangue che scorre per la violenza.

Simona Della Bella con La sua collana celebra il legame tra il tempo, la donna e la grazia. Porta con sé un messaggio profondo: ogni donna è custode del proprio tempo, capace di trasformare ogni attimo in un’opportunità di bellezza. Per Elena Donati, La rosa che sboccia è simbolo di rinascita, resistenza e speranza. Il coraggio e la forza di chi trova la propria voce nonostante il dolore.
Dettaglidattimi crea un bracciale con il pugno chiuso, simbolo di richiesta d’aiuto da parte delle donne, simbolo di solidarietà, e di forza, che dice STOP alla violenza. La capacità di amare delle Donne è più forte. Ispirandosi a una gouache di Louise Bourgeois, “Le fleur du male – Le fleur du bien” Chiara Fenicia descrive un’opera che unisce delicatezza e violenza in un contrasto simbolico. Partendo dal recupero di un lampadario dismesso, l’artista crea un anello a forma di fiore, emblema di fragilità e bellezza. Tuttavia, questo simbolo di purezza viene trasformato dall’aggiunta di punte di ferro dipinte di rosso, che rappresentano il sangue versato. Da oggetto delicato diviene strumento duro e tagliente, evocando un passaggio dalla grazia alla forza brutale, alludendo a temi come la trasformazione, la violenza e la vendetta.

Jewels for Freedom, tutti i designers
L’opera sembra riflettere un dualismo tra fragilità e aggressività, tra bellezza e distruzione. Angela Gentile con “A voice from the pain “parla di speranza, dal dolore che frantuma, dalla violenza che annienta, uccide, scaturisce, si fa strada una voce, una speranza. Emanuele Leonardi progetta una collana ‘’Libera’’ catena in corda di tessuto rosso che rappresenta i legami inquinati che possono essere spezzati per liberarci, parte scultorea in legno di frassino e bronzo giallo, per ricordare e trovare forza, nelle donne vittime della violenza.
Maria Patrizia Marra prende ispirazione dall’opera di Frida Kahlo dando voce alla sofferenza fisica ed emotiva delle donne. Matuta si ispira alla poetessa messicana Susana Chávez che scriveva “ni una mujer menos, ni una muerta mas” e da questo grido nel 2015 è nata la quarta ondata del movimento femminista globale. L’anello NUM, rappresenta un’onda che avvolge e protegge la donna che lo indossa. “Mai Più” è il ciondolo di Maria Gaia Piccini con il quale ha voluto esprimere un messaggio di denuncia ma anche di speranza e rinascita attraverso la lavorazione lunare.

Anna Pinzari ha voluto creare un anello che fosse il simbolo delle Donne: dee, sacerdotesse, mistiche; guaritrici, veggenti, donne che generano la vita, donne fatate e fatali. Sospese tra mito e storia, celebrate da Omero, Dante, Goethe, Botticelli… e ancora Freud. Sono il mistero che scivola da madre Teresa alle “divine” come Greta Garbo ed Evita Perón. Le donne parlano con Dio, parlano con i demoni, con i morti…e il Sacro Femminile è “Cattedrale”. Dee sempre.
Francesco Ridolfi si sofferma sulla sofferenza fisica e psicologica, una lacrima rossa che solca il viso, una rottura difficile da sanare, una crepa che tutto spezza. Il dolore fisico espresso da un viso sofferente. Un volto annichilito dalla violenza psicologica. Due forme di un male troppo spesso ignorato. Lorella Verrillo con il suo gioiello unisce il sacro e il profano, rivelando cicatrici che raccontano storie di amori spezzati, complessi e malati. Le arterie del cuore, evocano passione e vulnerabilità, rendendolo un inno alla complessità dell’amore.
L’obiettivo di Jewels for Freedom è creare un dialogo sociale e culturale, utilizzando l’arte come mezzo per sensibilizzare e promuovere rispetto e giustizia
La mostra, che prevede diverse tappe, come quella su Valenza, per la Valenza Jewelry Week del 15 maggio 2025. La manifestazione culminerà nella sua presentazione finale ad ottobre, all’interno del programma della Roma Jewelry Week (RJW), il prestigioso evento dedicato al gioiello contemporaneo.
Un’ulteriore novità è il coinvolgimento delle scuole: gli studenti saranno chiamati a disegnare un gioiello simbolo della lotta alla violenza sulle donne e di genere. Una selezione dei loro progetti sarà esposta durante la RJW nel mese di ottobre, offrendo ai giovani talenti un’opportunità unica di espressione e partecipazione. L’ obiettivo è quello di sensibilizzare i più giovani attraverso l’arte.
A rendere ancora più speciale il progetto, la partecipazione del celebre jewelry designer internazionale Alessio Boschi. La designer realizzerà un gioiello a tema, il cui disegno sarà in mostra alla galleria Incinque Open Art Monti.
Le creazioni di Elina Chauvet e Alessio Boschi saranno messe all’asta, e una parte del ricavato sarà devoluto a un’associazione di volontariato che sostiene le vittime di violenza e promuove la lotta contro questo drammatico fenomeno.
Incinque Jewels, insieme a Roma Jewelry Week, si fa portavoce di un impegno sociale nel mondo del gioiello contemporaneo
Per la prima volta, il gioiello diventa strumento di condivisione e sensibilizzazione, coinvolgendo non solo designer, brand, Maestri orafi e artisti, ma anche studenti in un’ottica di collaborazione e consapevolezza collettiva. I Resident di Incinque jewels: Simone Vera Bath, Myriam Bottazzi, Simona Della Bella, Dettaglidattimi, Elena Donati, Chiara Fenicia, Angela Gentile. Emanuele Leonardi, Paolo Mangano, Maria Patrizia Marra, Matuta gioielli, Maria Gaia Piccini, Anna Pinzari. Francesco Ridolfi, Lorella Verrillo, la giovane designer Ghazal Zare Zadegan e la studentessa Sasha Alekseyeva. Le foto sono state realizzate con la collaborazione di Obiettivofotografico.