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AMMINISTRAZIONE TRUMP VUOLE CHIEDERE LA PENA DI MORTE PER LUIGI MANGIONE

Le conferme proverrebbero dal dipartimento della giustizia degli Stati Uniti che avrebbe chiesto il 1 aprile la pena di morte per il caso Luigi Mangione

Le accuse molto gravi parlerebbero di un assassinio a sangue freddo dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson, ucciso a colpi di pistola lo scorso dicembre da Luigi Mangione davanti a un hotel nel cuore di Manhattan.

Il giovane americano ventiseienne proviene da una buona famiglia e si è laureato nel Maryland in una facoltosa università della Ivy League, ha scatenato una guerra mediatica non indifferente con le accuse mosse a suo carico. Addirittura sarebbe stato protagonista di meme e teorie complottiste, diventando virale sui social network: sarebbe arrivato ad ottenere 700 mila dollari in donazioni per la sua difesa legale, per tutti coloro che lo considerano come un paladino della lotta contro il sistema sanitario americano, spesso con costi esorbitanti e insostenibili per alcuni nuclei familiari.

Il suo gesto infatti voleva essere un chiaro messaggio di disprezzo al sistema sanitario americano, la difesa legale di Mangione ha così definito la richiesta della pena di morte: “l’industria sanitaria corrotta e immorale che continua a terrorizzare il popolo americano”.

La pena di morte negli Stati Uniti significa affrontare simultaneamente due processi: uno a livello federale e uno nello stato di New York. Questo presuppone anche chiaramente delle procedure distinte. Infatti in questo caso la pena di morte è prevista solo nel procedimento federale, perché New York l’ha abolita nel 2007.

Il processo statale che è già in fase di discussione potrebbe giungere a una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, aggravata per giunta dall’accusa di omicidio di primo grado e terrorismo.

Dall’altro lato vi è il processo federale che sta seguendo vari passaggi che devono essere rispettati a livello formale ma potrebbe arrivare a richiedere la pena capitale: in questo caso il processo è diviso in due fasi, la prima è dove si va a discutere nello specifico sul grado di colpevolezza, e qualora fosse confermata, si arriva alla seconda fase dove la giuria giunge a una conclusione sulla pena di morte o l’ergastolo.

L’amministrazione Trump ha finalizzato la richiesta, all’inizio del suo mandato firmò un ordine esecutivo che stabiliva di applicare la pena di morte “per tutti i crimini di una gravità tale da richiederne l’uso”, istruendo il procuratore federale di Manhattan al riguardo.

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